La Principessa Kaguya

La leggenda giapponese della luna

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Tra i racconti più antichi del Giappone c’è il Taketori Monogatari, conosciuto come "Il racconto del tagliatore di bamboo". Nato nel periodo Heian, nel X secolo, è considerato il primo grande esempio di narrativa giapponese e la radice di tutte le fiabe del Sol Levante.

Al centro di questa storia immortale c’è Kaguya-hime, la principessa della luna, una figura misteriosa e malinconica che ha incantato poeti, pittori e registi fino ai giorni nostri. La sua leggenda intreccia temi universali: l’amore impossibile, il desiderio di ciò che non si può trattenere e il legame eterno tra cielo e terra.

Il mito di Kaguya non è soltanto un racconto fiabesco: è anche un simbolo della cultura giapponese, che unisce la spiritualità della natura con la ricerca di bellezza e armonia.

👉 In questo episodio esploriamo la sua leggenda e scopriamo perché continua a ispirare l’immaginario giapponese da oltre mille anni.

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🕮 Trascrizione Episodio
Benvenuti a "Storie e Leggende dal Mondo"! Oggi vi porterò in Giappone, nel cuore del periodo "Heian", un'epoca di raffinatezza culturale e di grandi opere letterarie. Tra queste, spicca uno dei racconti più antichi e affascinanti della tradizione giapponese. "Il tagliatore di bambù" conosciuto anche come Taketori Monogatari. Scritto da un'autore anonimo e risalente al decimo secolo è considerato il padre di tutti i romanzi. Questo racconto non è solo il più antico esempio di narrativa scritta in giapponese arcaico, ma anche una delle prime storie al mondo a narrare di esseri provenienti... da un altro luogo. Vi condurrò attraverso la leggenda della principessa Kaguya, una storia di bellezza, mistero e malinconia. Accomodatevi e lasciatevi trasportare dalle parole. La nostra storia comincia con un anziano, un tagliatore di Bambù conosciuto come Taketori no-Okina. Ogni giorno si inoltrava nella foresta per raccogliere le canne migliori e costruire oggetti di ogni tipo. La sua vita, semplice e serena, era condivisa con la sua amata moglie. Nonostante il loro affetto reciproco, i due anziani non avevano figli e spesso guardavano al cielo con quel desiderio profondo. Finché un giorno, mentre il sole filtrava tra le foglie verdi, accadde qualcosa di straordinario. Tra i Bambù che ondeggiavano al vento, uno rispendeva di una luce dorata. L'anziano si fermò sorpreso e con mani tremanti incise il fusto. All'interno, avvolta in una calda luminescenza, c'era una bambina minuscola, non più grande del palmo di una mano. I suoi occhi scintillavano come stelle e la sua pelle era chiara come la luna. Il tagliatore la prese con delicatezza e credette che fosse un dono dal cielo. Ci siamo mai chiesti quanto i doni inattesi possono cambiare le nostre vite? A volte, ciò che arriva senza preavviso, porta con se gioie immense... e sfide impreviste. Tornato a casa, mostrò la bambina alla moglie, che la accolse con amore e meraviglia. Da quel giorno la loro vita cambiò per sempre. Ogni volta che l'uomo abbatté una nuova canna di Bambù, trovò al suo interno mucchietti d'oro luccicante. In breve tempo, la coppia divenne ricca e rispettata, ma la loro ricchezza non li rese superbi. La vera gioia era quella figlia miracolosa che avevano ricevuto. La bambina crebbe velocemente, come se il tempo scorresse effettivamente più in fretta per lei. In pochi mesi divenne una giovane donna di straordinaria bellezza. Dopo tre mesi dal suo ritrovamento, fu chiamato un indovino per assegnarle un nome. La fanciulla venne chiamata "Nayotake-no-Kaguya-hime", ovvero "la principessa splendente dell'agile bambù". Nonostante la riservatezza dei due anziani, la voce della bellezza di Kaguya si propagò rapidamente. Uomini di ogni rango, dai mercanti ai samurai fino ai nobili più potenti, si radunarono intorno alla casa del tagliatore di bambù nella speranza di poterla ammirare. La casa fu letteralmente circondata da pretendenti che si appostavano dietro le siepi per rubare uno sguardo e attirare la sua attenzione. Ma Kaguya restava distante, rifiutando ogni offerta con una grazia malinconica. Col passare del tempo, molti si arresero e tornarono alle loro vite. Solo cinque nobili persistevano, circondando la casa giorno dopo giorno, nella speranza che la principessa cambiasse idea. Il tagliatore di bambù, ormai in là con gli anni e preoccupato per il futuro della figlia, la esortò a scegliere un marito che potesse prendersi cura di lei dopo la sua morte. Con riluttanza Kaguya acconsentì, ma decise di mettere alla prova la sincerità dei suoi pretendenti. Le prove spesso mettono alla luce la vera natura delle persone. A volte mi chiedo se il vero valore di un uomo si misuri davvero dai traguardi che tenta di raggiungere, o piuttosto, da ciò che è disposto ad accettare con umiltà. Il primo pretendente, il principe Ishizukuri, ricevette il compito di trovare la ciotola di pietra dell'elemosina del Buddha. Un oggetto sacro, custodito nei lontani templi dell'India. Ma sapendo di non poter affrontare un viaggio simile, trovò una ciotola nera in un monastero nella provincia di Yamato e cercò di ingannare Kaguya con un falso. La principessa, osservando attentamente l'oggetto, si accorse subito dell'inganno. La ciotola non brillava di luce divina. Ishizukuri, smascherato, si ritirò, vergognandosi del suo fallimento. Il secondo, Isonokami no Marotari, doveva recuperare una conchiglia che si rivelava solo durante il parto di una rondine. Dopo tentativi falliti, incontrò un vecchio che gli suggerì di appostarsi accanto al nido al momento giusto. Ma durante l'attesa sul tetto, Isonokami perse l'equilibrio, precipitò rovinosamente, ferendosi gravemente. Umiliato e deriso, cadde in una profonda depressione e si lasciò morire. Il terzo pretendente, il principe Kuramochi, doveva portare un ramo dell'albero leggendario dell'isola di Horai. Con radici d'argento e tronco d'oro, adornato di gemme. Partì con grandi proclami, ma segretamente, ordinò ai migliori artigiani di creare un ramo falso di incredibile bellezza. Kaguya, inizialmente stupita, ascoltò il racconto delle sue imprese. Rassegnata a mantenere la sua parola preparandosi a sposarlo, improvvisamente dei fabbri si presentarono al cortile per reclamare il loro compenso, smascherando l'inganno. Kuramochi, umiliato, fu costretto a lasciare la casa. Il quarto pretendente, Abe no Mimuraji, ricevette l'incarico di trovare un vestito fatto con la pelle del topo di fuoco. Un indumento che non poteva essere bruciato dalle fiamme. Affidò la ricerca a un amico in Cina, ma dopo numerose ricerche, l'unico abito che gli fu inviato, si rivelò un falso. Per dimostrare la sua autenticità, Abe lo mise sul fuoco, ma l'abito si ridusse in cenere. Sconfitto, scrisse una lettera a Kaguya raccontando il fallimento. Il quinto pretendente, Otomo no Miyuki, doveva recuperare un gioiello multicolore dal collo di un drago marino. Otomo non era rinomato per il suo coraggio e mandò così i suoi soldati e i suoi servi alla ricerca impossibile. Il principe, nel frattempo, sentiva già il profumo della vittoria in tasca, al punto che aveva fatto costruire un palazzo sontuoso per Kaguya. Passato un anno dalla spedizione, nessuno era ancora tornato e Otomo, partì egli stesso, alla ricerca del gioiello. Fece preparare una barca e radunato altri soldati per il suo nuovo equipaggio, tutti in evidente stato di timore, disse che lui era il più coraggioso e che loro avrebbero dovuto esserlo altrettanto. In mare aperto, dopo qualche giorno di tranquillità, ci fu tuttavia una violenta tempesta. Tutto tremante, Otomo si nascose in fondo alla barca, piagnucolando come un bambino. L'equipaggio, deluso, lo derise per la sua codardia. Gli dissero che la tempesta fosse opera del drago e che si sarebbe placata solo dietro rinuncia di proseguire. E Otomo, prontamente fu d'accordo. Giunto a riva giurò di non salire mai più su una nave e trovandosi su di un'isola remota, visse il resto della sua vita, lontano da tutti. Dopo la sconfitta dei cinque pretendenti, Kaguya dovette fronteggiare una nuova sfida. L'attenzione dell'imperatore. Avendo appreso della sua leggendaria bellezza, il sovrano volle assolutamente conoscerla. Kaguya però, non aveva alcuna intenzione di cedere, nemmeno di fronte a una richiesta imperiale. Tutti si meravigliarono che una ragazza potesse rifiutare un ordine dell'imperatore. Quest'ultimo, non volendo arrendersi, con la complicità del tagliatore di Bambù, organizzò una visita durante una battuta di caccia, e giunse alla casa con l'intento di rapire la principessa. Kaguya resistette con tutta la sua forza. Quando stava per essere trascinata sul carro imperiale, svanì davanti agli occhi increduli dei presenti. L'imperatore capì allora che lei non apparteneva a questo mondo e se ne tornò al palazzo, colmo di tristezza e sconforto. Un giorno, la principessa Kaguya, comunicò al suo padre adottivo che era giunto il momento di tornare a quella che era la sua vera casa. Disse che aveva ormai espiato la sua pena sulla terra e presto sarebbero venuti a prenderla per riportarla a dove apparteneva. Il vecchio, sconvolto e pieno di dolore, chiuse aiuto all'imperatore che inviò un esercito di 2000 uomini per circondare la casa e impedire la partenza della principessa. Ma una notte, il cielo sopra la casa si illuminò improvvisamente. Un gruppo di esseri celestiali, avvolti da una luce intensa e a bordo di una nuvola, scese dal cielo. I soldati imperiali, impotenti davanti a quel prodigio, rimasero immobili, mentre il tagliatore di bambù e sua moglie, gettati a terra dal dolore, piangevano disperati. Kaguya, con il cuore colmo di tristezza, disse addio ai suoi genitori adottivi, non voleva lasciare la terra, ma non aveva scelta. Prima di seguire gli esseri celesti, scrisse una dolce lettera al vecchio e un'altra all'imperatore, cui donò una fiala, contenente l'elisir dell'immortalità. Poi, senza esitazioni, partì verso la sua vera casa... la luna. Il comandante dell'esercito imperiale tornò alla capitale e consegnò la lettera e l'elisir all'imperatore. Leggendo quelle parole, il sovrano cadde in un profondo sconforto. Smise di mangiare e abolì tutte le feste del paese. Un giorno, decise di inviare un messaggero sulla vetta della montagna più alta del regno, per bruciare la fiala e una poesia, scritta di suo proprio pugno, dichiarando che non sarebbe servita a nulla l'immortalità, se non poteva condividere la vita con Kaguya. Il messaggero, scortato da un drappello di soldati, salì fino alla cima ed eseguì l'ordine. In quel momento, la fiala e la lettera svanirono tra le fiamme, come un ultimo addio. Forse l'amore vero non cerca l'immortalità, ma preferisce vivere nei ricordi, dove resta eterno senza bisogno di possesso. Da quel giorno, quella montagna venne chiamata FUJI, che significa "Immortale". In ricordo della storia di un amore impossibile, e della nostalgia eterna che legava la terra alla luna. Grazie per aver ascoltato questa storia insieme a me. Se ti è piaciuta, ti invito a seguire il podcast sulla tua piattaforma preferita o sul sito storieleggende.it. Così, non perderai nessuna uscita e mi aiuterai a portare avanti questa bellissima avventura. Ci ritroviamo alla prossima occasione con un nuovo episodio, che ci farà viaggiare attraverso il tempo e le culture. A presto con "Storie e Leggende dal Mondo".