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Il Caduceo

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Illustrazione in stile affresco: al centro il caduceo dorato, bastone alato con due serpenti; a sinistra Hermes con cappello alato, a destra Asclepio con bastone e serpente; sotto, Roma.

Il simbolo della medicina?

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Basta entrare in una farmacia o guardare un’ambulanza per vederlo, il un bastone con due serpenti avvolti attorno. È il simbolo della medicina per eccellenza, e proprio per questo quasi nessuno si ferma a chiedersi da dove arrivi. Eppure la risposta sembra ovvia, finché non si prova a seguire quel bastone all’indietro, tra l’antica Grecia e Roma.

Il Caduceo è il bastone alato con due serpenti intrecciati, e il suo nome arriva dal greco antico. Se ne parla ancora oggi perché sulle insegne sanitarie di tutto il mondo convivono simboli diversi, con uno o due serpenti, con le ali o senza, e non è affatto scontato chi abbia ragione.

Quello che rende particolare questo simbolo è che nessuno è mai riuscito a ricostruirne la storia con certezza poiché le origini restano discusse e il suo significato è cambiato più volte nei secoli. Un disegno che sembra antichissimo e ovvio, e che invece lascia più domande che risposte.

👉 In questo episodio Extra seguiamo le tracce del Caduceo, dall’antica Roma ai giorni nostri, per scoprire se il simbolo che vediamo ovunque è davvero quello che crediamo.

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🕮 Trascrizione Episodio
Benvenuti su Storie e Leggende dal Mondo "Extra". Piccoli episodi in cui vi porto simboli e figure che esulano dall'essere veri e propri racconti, ma che hanno comunque tanta storia alle spalle. L'episodio di oggi va alla scoperta del Caduceo, il simbolo per antonomasia della medicina. Ma per capire il suo significato, dobbiamo trasportare la nostra mente nell'antica Roma, intorno al 290 avanti Cristo. È un brutto periodo, sapete? Perché in città... c'è la peste. I Romani decidono di rivolgersi al dio greco della medicina, Asclepio, che in quel periodo si chiama però Esculapio, e mandano a prenderlo a Epidauro. Il dio risponde, ma sotto forma di serpente, sale quindi a bordo della nave e, appena questa arriva a Roma, scivola giù e va a rifugiarsi su un'isola in mezzo al Tevere. I Romani ne leggono il segno e costruiscono un tempio proprio lì. Col tempo modellano l'intera isola a forma di nave, e sulla prua scolpiscono il dio con il suo bastone e il suo serpente. Se andate all'Isola Tiberina, dal lungofiume se ne vede ancora un tratto, e poco più in là c'è l'ospedale Fatebenefratelli, nato a fine Cinquecento. Avete notato che si tratta di un serpente solo? Bene. Questo lo portano sul fregio anche gli ufficiali medici dell'Esercito Italiano, e lo usa l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Eppure, basta attraversare l'Atlantico per trovare, sulle insegne degli ospedali, un bastone con due serpenti e un paio d'ali. Ecco il caduceo, che con la medicina, però, non c'entrava niente. La parola viene dal greco kerykeion, "il bastone dell'araldo", di chi porta messaggi in tempo di guerra e deve poter passare in mezzo ai nemici senza che nessuno lo tocchi. Nelle mani di un dio diventa il bastone di Hermes, il Mercurio dei Romani, e qui cominciano i problemi, perché Hermes è un dio simpaticissimo ma di medico non ha nulla. Nasce in una grotta e poche ore dopo ha già costruito la prima lira con il guscio di una tartaruga e rubato cinquanta vacche al fratello Apollo, facendole camminare all'indietro per confondere le tracce. È anche il dio dei mercanti, dei viaggiatori e dei ladri, ed è lui ad accompagnare le anime dei morti agli Inferi. Nel 1925 lo studioso William Jayne pubblica un grande studio sulle divinità guaritrici dell'antichità e dedica sessantadue pagine a Esculapio, circa una a Hermes. L'archeologo Waldemar Deonna, che dirigeva il museo di arte e storia di Ginevra, racconta poi di un medico greco, Zapiro, che girava con un caduceo di legno e si sente rimproverare di somigliare a Hermes, perché invece di guarire i pazienti li accompagna dritti all'Ade. Da dove arrivi il bastone, nessuno lo sa. Il mito dice che Hermes, in Arcadia, vede due serpenti che combattono, infila il bastone in mezzo e quelli smettono e vi si avvolgono attorno. La teoria più citata, lanciata nel 1916 dall'archeologo Albert Frothingham e ripresa da Garrison nel 1919, lo fa nascere in Mesopotamia, intorno al 2100 avanti Cristo, su un vaso offerto dal re Gudea al dio Ningishzida, dove due serpenti si avvolgono a un'asta. Lo storico dell'arte, Walter Friedlander, che a questa storia ha dedicato un libro intero nel 1992, fa notare che tra quel vaso e il bastone di Hermes non c'è un solo oggetto a collegarli, e che Ningishzida viene di solito raffigurato come un serpente a due teste, non come due serpenti intrecciati. Per lui le prove non bastano, quindi resta un'ipotesi. I primi caducei greci, dal VII secolo avanti Cristo, a quanto pare sono un'asta con un otto aperto in cima. I serpenti compaiono dal V secolo, le ali molto più tardi. Il testo più antico che descrive la verga di Hermes, un inno omerico tra il VII e il VI secolo, parla di una bacchetta d'oro, a tre rami o intrecciata tre volte a seconda delle traduzioni, regalata da Apollo in cambio della promessa di non rubargli più niente. Una forma difficile da conciliare con quell'otto. Se proprio si vuole cercare un legame con la medicina, allora dobbiamo passare dall'Egitto. Quando i Greci si stabiliscono lì, decidono che il loro Hermes e il dio egizio Thoth sono la stessa persona. Thoth però ha un altro carattere, è uno scriba austero con la testa di ibis, e passa per l'inventore della medicina, ma il caduceo non lo ha mai impugnato. Friedlander riporta che l'ibis aveva fama di farsi il clistere da solo infilando il becco sotto le piume, e che gli Egizi sostenevano di aver imparato il rimedio guardando lui. In realtà l'uccello si stava solo ungendo le penne. Dal nome di Thoth, "tre volte grande", nasce poi Ermete Trismegisto, a cui vengono attribuiti testi di filosofia e di alchimia, e gli alchimisti del Rinascimento si dicono suoi discepoli, con Paracelso che lo cita come autorità. Un collegamento reale, ma lungo e storto. Per tutto il Cinque e Seicento, infatti, il caduceo vuol dire altro, cioè saggezza, eloquenza, pace e commercio. Nel 1556 il medico londinese John Caius regala al Collegio dei Medici un bastone d'argento con quattro serpenti che non si toccano nemmeno, e spiega che rappresentano la prudenza. Il tipografo svizzero Froben mette un caduceo sul suo marchio nel 1516, e su duecentocinquantasei suoi libri esaminati uno solo parla di medicina. L'editore inglese Churchill nel 1837 usa ancora il bastone di Esculapio nelle sue pubblicità, e nel 1838 passa al caduceo. Lo studioso John Ferguson ricorda una locanda dell'antica Lione con un'insegna che prometteva Mercurio per la ricchezza e Apollo per la salute. Le due cose, allora, erano chiare a tutti. Poi arriva il 1902. Negli Stati Uniti l'esercito ha appena deciso che i suoi medici porteranno una croce di Malta modificata. Pochi giorni dopo, un capitano medico, Frederick Reynolds, scrive ai superiori per proporre il caduceo, che a suo dire è molto più grazioso della croce e si abbina meglio alle insegne degli altri corpi, e che secondo lui usa già l'esercito inglese, il quale in realtà portava il bastone di Esculapio. Il Surgeon General Sternberg risponde che la croce è stata scelta con cura e non si cambia. Reynolds quindi insiste, e nel frattempo al vertice arriva un altro Surgeon General, il sig. Forwood, che gli dà ragione. Il 17 luglio 1902 un ordine generale stabilisce che l'insegna del Dipartimento Medico è un caduceo d'oro. Perché proprio quello? Anni dopo lo storico Fielding Garrison difende la scelta spiegando che il caduceo segnala un non combattente, come quello degli ambasciatori romani. Ma Reynolds e le riviste mediche del 1902 non ne parlano affatto, e un giornale militare francese uscito l'anno prima si chiama proprio "Le Caducée", con in copertina un bastone a un serpente solo. Friedlander ne deduce che i due bastoni fossero già stati scambiati, e che questa confusione sia stata una delle ragioni principali della scelta. Nel 1935, poche settimane prima di morire, lo stesso Garrison confida a uno studente di medicina, Harry Arnold, che quando lo mettono con le spalle al muro sostiene che Mercurio di funzioni mediche ne aveva quante qualunque altro dio. Il resto lo fa la guerra. Con l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto, nel 1917, il caduceo sbarca in Europa sulle giacche dei medici americani. Prima del 1900, undici dizionari medici esaminati non nominavano nemmeno il caduceo, dopo il 1907 cinque su otto lo collegano alla medicina. L'associazione dei medici americani adotta ufficialmente il bastone di Esculapio nel 1910, ma nei primi anni Venti vende ai suoi iscritti targhette con il caduceo da attaccare all'auto. Uno studio su 242 organizzazioni sanitarie americane, raccolte tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, dice che le associazioni professionali preferiscono il bastone di Esculapio, nel 62 per cento dei casi, mentre le aziende commerciali scelgono il caduceo, nel 76. Gli ospedali, quasi due volte su tre, stanno dalla parte del caduceo. Il dio dei mercanti si è preso la medicina senza che nessuno se ne accorgesse, e resta da capire se, in fondo, non avesse visto lontano.